lunedì 16 marzo 2020


Seconda giovinezza.

Ad una certa età viene da comportarsi così. Prendi Ada. Non riesce a stare ferma a casa, deve uscire, e fa danno. Anzi, non ne fa, ma è un modo di dire. A una certa età viene da comportarsi così. Ne so qualcosa.
Una smania di mettersi in mostra, un'energia che prorompe, senza freni, in ogni direzione. Un'intelligenza che sembra espandersi grazie all'intensificarsi dei sensi. Un bluff di madre natura. Un bluff degli ormoni, che riposino in pace.
Chi ne è preda è ignaro del paradosso. Un vulcano di tensioni esplorative che si muovono da sole dentro un cervello che, di suo, ne farebbe a meno. Dentro un corpo che, di suo, ne farebbe ancor più a meno.
Andiamo, il contrasto è evidente. La sfacciataggine adolescenziale in una struttura in via di appassimento. Questo è veramente chiedere troppo.
E così nella vita siamo costretti a sopportare due grosse esplosioni chimiche: la prima, quando siamo ancor privi, per difetto,di strumenti adeguati, la seconda,quando i nostri strumenti si fanno ormai del tutto inadeguati a reggerla.
Ma tutto questo è storia.
Ada, invece, ne è preda.
Che fatica e, nello stesso tempo, che estasi! Da dentro il vortice, si ringrazia di tanta pienezza. Uscitine, esausti si ringrazia, finalmente consapevoli di esserlo.

Si scende dalla giostra, ancora increduli di essere sopravvissuti ed un tantino delusi, come quando finisci il gelato e ti resta solo da sgranocchiare un cono asciutto ed insapore.
Ma poi scopri altro, che più s'addice ad una tazza di malva e madeleines.

D. Spada




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